Come diventare un buon investitore

da | INVESTIMENTI

Investire è ormai una necessità se non vogliamo che il nostro denaro, parcheggiato in conto o sotto il materasso, si assottigli sempre di più a causa dell’aumento dei prezzi dei beni e dei servizi che consumiamo.

La domanda più comune che mi viene fatta è proprio questa: “Come si diventa un buon investitore?”.

Per riuscire a darti una risposta esaustiva è opportuno orientare la tua attenzione su alcune regole fondamentali, meglio dire su alcune domande che una persona si deve fare prima di iniziare un investimento.

Partiamo! 🏎️💭

Un buon investitore deve rispondere con grande consapevolezza e sincerità ad alcune semplici domande

Qual è l’obiettivo per cui voglio investire nei mercati finanziari?

Le ragioni possono essere molteplici:

  1. hai iniziato a lavorare e desideri accumulare capitale per raggiungere i tuoi obiettivi di vita;
  2. senti la necessità di proteggere il patrimonio dall’inflazione (che sappiamo avere un impatto molto negativo e implacabile sui risparmi) cogliendo l’opportunità che i mercati finanziari ti mettono a disposizione;
  3. ti rendi conto che hai bisogno di una rendita finanziaria per mantenere la qualità della tua vita.

Crescita, protezione o reddito: prima di effettuare un investimento dovresti capire a quale dei tre obiettivi stai mirando.

È altrettanto importante chiedersi qual è l’orizzonte temporale coerente per realizzare il tuo obiettivo e, infatti, non puoi pensare di fare un investimento senza dare al capitale il tempo necessario per lavorare.

Quanto tempo devo lasciare al capitale perché raggiunga l’obiettivo desiderato?

Dipende, i mercati non si muovono in modo lineare, ma nel lungo termine, lo dicono tutte le statistiche, consegnano un ritorno positivo. A secondo della tua capacità di accettare oscillazioni a ribasso e al rialzo del valore del tuo portafoglio, sarà necessario più o meno tempo per raggiungere l’obiettivo prefissato.

La variabilità dei mercati viene tecnicamente definita “volatilità“. È vero che maggiore è la volatilità, maggiore è la probabilità di incorrere in cali di valore, ma bisogna tener presente che volatilità fa anche rima con opportunità.

Come si dice: “chi non risica non rosica”!

Individuare la propensione di ciascun investitore a rischiare nell’aspettativa di ricevere un determinato rendimento significa identificare il suo profilo rischio/rendimento.

Una volta stabiliti questi parametri siamo pronti a costruire un portafoglio coerente al profilo rischio/rendimento che hai scelto, avendo definito obiettivo e orizzonte temporale.

La prima regola è diversificare

Concentrare tutto il patrimonio su pochi mercati o strumenti finanziari è “rischioso” nella misura in cui si rimane troppo legati alle sorti di questi ultimi. Nel bene e nel male.

Facciamo un esempio: in un periodo di alta inflazione, ci si aspetta che i tassi d’interesse salgano, questo comporta un calo di prezzo dei titoli obbligazionari a tasso fisso come i BTP, d’altro canto con i tassi più alti gli utili delle banche aumentano e così anche il loro valore in borsa.

Quindi, se ho un portafoglio diversificato in obbligazioni ed azioni bancarie, posso incassare le cedole delle obbligazioni e i dividendi delle azioni, proteggendomi dall’oscillazione di valore del portafoglio, perché quando le obbligazioni calano di prezzo, le azioni bancarie aumentano di valore.

L’esempio sembra suggerire una strategia molto semplice da attuare, nella realtà il lavoro di diversificazione è complesso e richiede un monitoraggio continuo e puntuale. Infatti, ad esempio in occasione di crisi relative alla perdita di fiducia dei mercati nello stato italiano, registrammo un forte calo sia del prezzo dei BTP sia di quello delle azioni bancarie.

Per questo motivo è opportuno che la diversificazione sia ampia tra tipologie d’investimento (azioni, obbligazioni), Paesi e valute.

Una volta definito il profilo d’investimento e costruito un portafoglio ben diversificato, la vera sfida che dovrai affrontare sta nel restargli fedele nonostante che le repentine variazioni dei mercati possano indurti nella tentazione di rivedere le tue scelte.

Per non incorrere in pregiudizi cognitivi o comportamentali è utile affidarsi ad una metodologia d’investimento disciplinata.

Non è semplice neppure per gli addetti ai lavori essere razionali e disciplinati quando si tratta dei propri risparmi. Ecco perché un compagno di viaggio preparato, in grado di accompagnarti nel lungo tragitto della gestione efficiente del nostro patrimonio, piccolo o grande che sia, è determinante: questo è il ruolo del tuo consulente finanziario.

Investire (o speculare) ha molto a che vedere con la capacità di prendere delle decisioni in condizioni di incertezza. Al contrario, prendere delle decisioni alla cieca, senza aver pianificato, senza essersi preparati e istruiti, non è coraggioso, è follia pura.

Come si convince ad avere fiducia e restare investito chi a fine anno fa i conti con il segno meno?

Come dice Warren Buffett:

«I mercati finanziari sono uno strumento per trasferire ricchezza dagli impazienti ai pazienti.»

Anche quando tutto sembra andare male devi confidare nel fatto che niente è perduto. Anzi. È proprio cedendo alla tentazione di mollare tutto per aspettare tempi migliori che si realizzano le perdite. L’esperienza dimostra che spesso gli anni critici sono seguiti da recuperi significativi.

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CHI SONO

Andreea Timus

Andreea Timus

Consulente finanziario

Colgo le opportunità dei mercati finanziari, aiutando professionisti ed imprenditori a gestire i propri risparmi.

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