Comprendere i cicli economici

da | INVESTIMENTI

Sentiamo parlare molto dei cicli economici sui quali si basa l’andamento delle borse mondiali senza approfondire l’argomento. Siamo convinti che i mercati segnano il più con la fase di crescita e il meno con la recessione, ma sarà davvero cosi?

Proviamo a fare un po’ di chiarezza cercando di capire da quante fasi è composto il ciclo economico e cosa comportano per quanto concerne i nostri risparmi investiti.

Partiamo con la doverosa premessa dicendo che ogni ciclo economico è diverso a modo suo, anche se alcuni schemi tendono a ripetersi nel tempo.

Le fluttuazioni del ciclo economico sono essenzialmente variazioni distinte del tasso di crescita dell’attività economica, in particolare i cambiamenti in tre cicli chiave:

  • il ciclo dei profitti aziendali;
  • il ciclo del credito;
  • il ciclo delle scorte.

Sebbene eventi o shock macroeconomici imprevisti possano talvolta interrompere una tendenza, le variazioni di questi indicatori chiave hanno storicamente fornito una guida relativamente affidabile per riconoscere le diverse fasi di un ciclo economico.

In particolare, esistono quattro fasi distinte di un ciclo economico tipico:

ciclo economico

Fonte: Fidelity Investments

 

Fase iniziale del ciclo denominata FASE DI CRESCITA (EARLY)

Generalmente una forte ripresa dalla recessione, segnata da una crescita positiva dell’attività economica (ad esempio, prodotto interno lordo, produzione industriale…), e da un’accelerazione del tasso di crescita. Le condizioni di credito smettono di essere restrittive in un contesto di politica monetaria di un ambiente sano per una rapida espansione dei margini e crescita dei profitti. Le scorte delle imprese sono basse, mentre la crescita delle vendite migliora in modo significativo.

Fase centrale del ciclo denominata FASE DI ESPANSIONE (MID)

In genere è la fase più lunga del ciclo economico. Il ciclo è caratterizzato da un tasso di crescita positivo, ma più moderato rispetto a quello registrato nella fase iniziale del ciclo. L’attività economica prende slancio, la crescita del credito è forte e la redditività è sana a fronte di un contesto di politica monetaria accomodante, anche se sempre più neutrale. Le scorte e le vendite crescono, raggiungendo l’equilibrio reciproco.

Fase finale del ciclo denominata FASE DI RALLENTAMENTO (LATE)

Spesso coincide con il picco dell’attività economica, il che implica che il tasso di crescita rimane positivo ma rallenta. Una tipica fase di fine ciclo può essere caratterizzata come una fase di surriscaldamento dell’economia, quando la capacità produttiva diventa limitata, il che porta a pressioni inflazionistiche crescenti. Anche se i tassi di inflazione non sono sempre elevati, l’aumento delle pressioni inflazionistiche assieme ad un mercato del lavoro teso tendono a ridurre i margini di profitto e a indurre a un inasprimento della politica monetaria.

Fase di recessione denominata FASE DI RECESSIONE (RECESSION)

Caratterizzata da una contrazione dell’attività economica. I profitti delle imprese diminuiscono e il credito scarseggia. La politica monetaria diventa più accomodante e le scorte diminuiscono gradualmente nonostante i bassi livelli di vendita, preparando il terreno per la successiva ripresa e per il nuovo ciclo economico.

 

Ma quali asset class sono da scegliere nelle varie fasi del ciclo economico?

Ho preso per voi un orizzonte temporale per portarvi un esempio concreto basato sull’economia reale nell’analisi che vi descrivo di seguito.

In generale, la performance degli asset sensibili all’economia, come le azioni, tendono a essere più forti durante la fase iniziale del ciclo, per poi moderarsi durante le altre fasi fino a quando i rendimenti si riducono generalmente durante le recessioni.

Per contro gli asset difensivi, come le obbligazioni e il debito a breve termine simile alla liquidità, hanno sperimentato l’andamento opposto, con i rendimenti più alti durante recessione e la performance relativa più debole durante l’inizio del ciclo.

ciclo economico

© Fidelity Investments

 

Durante la fase iniziale del ciclo, che in media dura circa un anno, ha storicamente prodotto le performance azionarie più robuste su base assoluta. I titoli azionari hanno in genere beneficiato più delle obbligazioni e della liquidità, grazie al contesto di bassi tassi d’interesse, dei primi segnali di miglioramento dell’economia e del rimbalzo degli utili societari.

Con una media di quasi quattro anni, la fase intermedia del ciclo tende a essere significativamente più lunga di qualsiasi altra fase del ciclo economico.

Quando l’economia supera la fase iniziale di ripresa e i tassi di crescita si moderano durante il ciclo intermedio, la leadership degli asset sensibili dal punto di vista economico si è tipicamente affievolita. In termini assoluti la performance del mercato azionario non è stata tendenzialmente così robusta come nella fase iniziale del ciclo, mentre le obbligazioni e la liquidità hanno continuato a registrare rendimenti inferiori a quelli delle azioni nella fase centrale del ciclo.

Questa fase è anche quella in cui si è verificata la maggior parte delle correzioni del mercato azionario

La fase di fine ciclo ha una durata media di circa un anno e mezzo. Man mano che la ripresa matura, la politica monetaria diventa restrittiva e gli investitori iniziano ad allontanarsi da aree economicamente sensibili. L’aumento dell’inflazione che di solito accompagna questa fase del ciclo tende a pesare sulla performance delle obbligazioni a più lunga scadenza, che si colloca in ritardo rispetto ai rendimenti assoluti della liquidità a più breve scadenza.

La fase di recessione è storicamente la più breve, durata media di nove mesi. Man mano che la crescita economica si arresta e si contrae, gli asset che sono più sensibili alla congiuntura perdono terreno, mentre quelli a orientamento difensivo si spostano in prima linea. Il mercato azionario ha avuto una performance negativa in questa fase. La liquidità ha continuato ad avere un ruolo difensivo, mentre il calo dei tassi d’interesse, tipico delle recessioni, agisce da un importante vento di coda per le obbligazioni. Questa fase del ciclo economico tende a favorire una convinzione in allocazioni più difensive.

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CHI SONO

Andreea Timus

Andreea Timus

Consulente finanziario

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