Pivot Point e Banche Centrali

da | INVESTIMENTI

Condivido con voi un articolo tecnico che si concentra sulla politica monetaria della Federal Reserve degli Stati Uniti e sulle virate che ha compiuto nel corso del tempo, in particolare sul tanto atteso “pivot” valutando se davvero segnerà la fine del periodo ribassista che i mercati hanno sperimentato negli ultimi mesi. Cerchiamo di capire in cosa consiste il “pivot”, le sue implicazioni per i mercati e le difficoltà nel prevedere il suo timing corretto. Non solo, affrontiamo anche il tema dell’inflazione, considerata la più grande fonte di incertezza per i mercati, e il ruolo delle banche centrali nel contrastarla mediante politiche monetarie restrittive.

Il chiodo fisso degli investitori è costituito dall’inflazione e dai tassi d’interesse, in attesa che la Fed compia qualche passo concreto verso il tanto atteso “pivot”.

I mercati del lavoro hanno continuato a spingere verso l’alto i costi dei salari e l’inflazione vischiosa è la più grande fonte di incertezza per i mercati.

Ciò che segnerà l’inizio della fine dei ribassi che hanno colpito i mercati negli ultimi mesi sarà il “pivot” della Fed.

Che cos’è il pivot?

Il pivot che il mercato azionario attende da mesi per dare inizio a una nuova fase di rialzo duraturo non è altro che una svolta a 180° della politica monetaria della Federal Reserve. Questa virata si compie ogni volta che una banca centrale inverte la rotta passando da una politica monetaria espansiva a una restrittiva o viceversa, come in questo caso.

Il FED Pivot è il momento in cui la banca centrale statunitense inverte la politica monetaria da restrittiva ad accomodante. Questo momento secondo molti si sta avvicinando.

Esempi di pivot

Di solito, le politiche monetarie delle banche centrali tendono a essere stabili nel tempo e nella forma, ma nel solo XXI secolo si sono già verificati diversi cambi di rotta, prima da parte della Fed e quindi delle altre banche centrali.

Ad esempio, sulla scia dello scoppio della bolla dotcom poi sfociata in recessione, nel 2001 la banca centrale americana ha adottato una politica monetaria espansiva, tagliando i tassi di interesse dal 6,5 all’1%.

Con la ripresa dell’economia, nel 2004 la banca centrale americana ha compiuto una nuova svolta e ha iniziato ad alzare i tassi, portandoli al 5,25% nell’arco di due anni.

Le due virate successive hanno coinciso con altre due crisi: quella finanziaria del 2008 e la pandemia nel 2020. Nel primo caso la Fed ha nuovamente tagliato i tassi di interesse fino allo 0-0,25%, livello al quale li ha mantenuti per sette anni. Mentre, nel 2015, l’istituto ha ricominciato ad alzare lentamente il costo del denaro, che ha raggiunto il 2,5% alla fine del 2018.

Questo livello ha segnato il punto massimo di quel ciclo restrittivo perché sette mesi dopo, poco prima che si sapesse dell’esistenza di un virus chiamato Covid in Cina, la Fed ha dato inizio a una nuova discesa dei tassi. Il punto minimo è arrivato solo nella primavera 2020, in pieno lockdown globale, quando i tassi sono stati portati allo 0%, livello su cui sono rimasti per due anni. A marzo 2022 si è verificata l’ultima svolta in ordine di tempo, nel tentativo di contrastare l’inflazione crescente.

Impatto sul mercato

Se in passato tutti i pivot hanno sempre generato una reazione chiara dei mercati (rialzi azionari in caso di tagli dei tassi, rialzi obbligazionari in caso di incrementi dei tassi), resta da vedere se anche un eventuale cambio di rotta nei prossimi mesi avrà un impatto significativo.

Il mercato azionario sta aspettando il punto d’inversione della Fed.

Dopo l’estate si sono verificati un paio di rally e il mercato ha cercato di predire i tempi di una svolta accomodante. In base ai precedenti storici, quando i rendimenti dei Treasury USA toccano il 3%, la borsa tende a ripartire. Tuttavia, non bisogna dimenticare che la prossima fase di normalizzazione della politica monetaria sarà diversa da quelle che l’hanno preceduta. Sarà più lenta ma più lunga e il pivot potrebbe anche non arrivare mai o arrivare più tardi del previsto.

Diventa, quindi, più difficile indovinare i tempi di una virata della Fed.

I mercati si avvicinano al ciclo espansivo con un’inflazione più alta e bisognerà aspettare la conclusione dei rialzi dei tassi di interesse, ma anche delle revisioni al ribasso delle aspettative di utile. Solo allora il mercato potrà reagire senza timore, ma resta difficile azzeccare il timing corretto.

L’inflazione è il nemico numero uno dei mercati.

Come è stato detto tante volte in tante analisi, l’inflazione è qui per restare.

Già la fiammata dovuta alla ripartenza post-Covid non era di carattere transitorio e l’invasione russa dell’Ucraina ha gettato benzina sul fuoco. La mossa di Putin ha spinto al rialzo il caro energia che, a cascata, ha provocato un aumento generalizzato dei prezzi, soprattutto in Europa.

A mali estremi, estremi rimedi.

Dopo anni di calma piatta e tassi che in Europa erano addirittura negativi, le banche centrali hanno capito che bisognava muoversi al più presto. Come sempre la Federal Reserve americana è partita in anticipo, seguita a ruota dalla Bce.

Così la Fed ha alzato velocemente i tassi di interesse per raffreddare l’economia. Powell e gli altri membri del Fomc (Federal Open Market Committee) hanno tirato dritto di fronte alle critiche, molte delle quali ingiustificate, seguendo un solo mantra: meglio un salutare rallentamento economico che un’inflazione fuori controllo.

Inflazione, il vero nemico

Il vero nemico dell’economia, cosa che molti non hanno ancora capito neanche in Europa, non è una recessione più o meno profonda, ma è proprio l’inflazione incontrollata.

Per questo anche la Bce ha imboccato la strada dei rialzi, una pillola che l’economia europea non era abituata più a prendere. Le banche centrali, nonostante il rischio di una grande recessione (che per ora i numeri dicono che non ci sarà) hanno tirato dritto perché è l’amara verità, l’unico modo per contenere l’aumento dei prezzi è far spendere meno alle persone.

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CHI SONO

Andreea Timus

Andreea Timus

Consulente finanziario

Colgo le opportunità dei mercati finanziari, aiutando professionisti ed imprenditori a gestire i propri risparmi.

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