Tassi di interesse

da | INVESTIMENTI

Ultimamente l’argomento principale dei telegiornali è stato sempre lo stesso: TASSI D’INTERESSE!

Ma facciamo un po’ di chiarezza, molte persone sanno che cosa sono e come possono influire sui nostri risparmi, ma non è così per tutti. Quindi facciamo un piccolo ripasso:

Il mondo finanziario è orientato dai tassi d’interesse.

Si tratta della remunerazione che un prestatore percepisce e il costo che un debitore sostiene. Un concetto semplice, che però spesso sfugge inseguendo gli acronimi dei vari parametri utilizzati per misurarli. Ecco quelli più importanti: EURIBOR, LIBOR, EONIA, IRS, TAN e TAEG: sono acronimi con i quali fare i conti ogni volta che si stipula o si concede un prestito perché l’interesse sarà calcolato sulla base di uno o più di questi parametri.

Chi guida i tassi?

A livello globale, parliamo delle Banche Centrali: BCE (Banca centrale europea) e FED (Federal Reserve System) che in base all’andamento delle economie globali stabiliscono i tassi di riferimento, che a loro volta guidano l’andamento dell’economia.

Tutti gli istituti finanziari che applicano i tassi d’interesse si rifanno quindi al tasso di riferimento deciso dalle banche centrali.

La strategia sui tassi della Banca Centrale ha un obiettivo ben chiaro da perseguire: prima di tutto assicurare prezzi stabili.

Ma che cos’è concretamente il tasso d’interesse?

In poche parole: è il prezzo per i soldi presi in prestito. Se le banche centrali fissano un tasso di riferimento basso, allora prendere denaro in prestito è conveniente. In questo modo, entra in circolo denaro “a basso prezzo” che stimola l’economia. Se le Banche Centrali aumentano i tassi, il denaro è più costoso e la crescita economica rallenta.

I tassi di interesse offerti dalle banche danno una chiara indicazione di ciò che si verificherà all’interno del mercato finanziario.

A grandi linee: più i tassi di interesse sono bassi e maggiori sono le possibilità per chi investe nel mercato azionario, mentre sono più basse le aspettative per chi investe in obbligazioni.

Al contrario, più i tassi di interesse sono elevati e minori sono le possibilità per chi acquista i titoli azionari di alcune imprese, anche se ci sono realtà imprenditoriali che guadagnano in modo importante dai tassi di interesse alto.

Nel determinare il tasso di riferimento, le Banche Centrali osservano il generale aumento dei prezzi, ovvero l’inflazione che rappresenta un indicatore più semplice da comprendere, ultimamente anche lei protagonista dei telegiornali di tutto il mondo.

Ma che cos’è l’inflazione?

La parola inflazione deriva dal latino “inflare” e significa gonfiare. L’inflazione è quindi una quantità “gonfiata” di denaro che può portare all’aumento dei prezzi e a una consequenziale riduzione del potere d’acquisto.

Se le Banche Centrali temono che i numeri dell’inflazione crescano troppo velocemente, allora aumentano i tassi. Così, mettere i soldi da parte sarà più conveniente che spenderli, cosa che dovrebbe fermare il rincaro dei prezzi.

Non appena l’economia inizia a crescere, anche la richiesta di capitale, come da manuale, aumenta di prezzo, provocando così un aumento dei tassi di interesse. Per questo motivo, se si vuole redigere una previsione sui tassi è d’obbligo tenere sott’occhio anche l’andamento della congiuntura.

Chi avvantaggia e chi svantaggia l’inflazione?

Non tutti ci rallegriamo per le stesse cose, anche quando si parla di tassi. I tassi d’interesse bassi infastidiscono i clienti con un conto di risparmio, ma sono una manna per chi ha un’ipoteca.

L’inflazione avvantaggia i debitori, e quindi principalmente le aziende e gli Stati, mentre penalizza i creditori, e quindi risparmiatori e lavoratori.

Secondo la regola d’oro per le previsioni sui tassi, finché il motore dell’economia non è al massimo o arranca, le banche centrali mantengono i tassi contenuti.

View di mercato: che cosa pensano gli altri?

C’è una cosa che agli operatori di mercato davvero non piace: le sorprese.

Poiché ogni cambiamento dei tassi può potenzialmente sabotare una strategia di finanziamento o di investimento, in genere le banche centrali cercano di soddisfare le aspettative degli operatori di mercato, comunicando con largo anticipo ed evitando bruschi cambiamenti di rotta.

Se una riduzione dei tassi è vista di buon occhio dal circolo economico, una loro crescita è decisamente meno apprezzata. Questa, infatti, rende il denaro più caro e riduce la voglia di investire delle aziende.

Gli USA: un faro per la politica delle banche centrali

Un bravo consulente osserva costantemente il comportamento delle banche centrali, soprattutto quella americana e quella europea e in generale si allinea con le loro decisioni.

Ma perché?

Perché quelle due Banche Centrali rappresentano le due principali economie mondiali e in particolare gli USA sono il più grande debitore del pianeta mentre l’Europa è il più grande creditore mondiale e quindi le loro decisioni sui tassi impattano una elevata quota dell’economia mondiale.

Curva degli interessi: un semplice strumento

A seconda della rispettiva scadenza, un credito avrà un tasso d’interesse diverso: in generale, più è lunga la durata del prestito più alto è il tasso applicato, poiché con la durata aumenta la difficoltà di prevedere quale sarà la capacità del debitore di rimborsare il debito. Allineando i tassi d’interesse sulla base delle loro scadenze si ottiene la curva dei tassi di interesse per scadenza, che, per quanto detto, ha un andamento crescente.

Ciò significa che i tassi a breve termine sono più bassi di quelli a lungo termine (curva ripida).

È interessante notare come la curva degli interessi possa rivelare alcune informazioni importanti sull’andamento della economia: una curva ripida fa pensare che ci si possa aspettare un aumento dei tassi ovvero una inflazione più alta grazie una economia in crescita, mentre una più piatta (tassi a breve termine stesso livello dei tassi a lungo termine) precede tassi in diminuzione, inflazione in calo ed economia in rallentamento.

E cosa succede quando i tassi per le durate lunghe rimangono più bassi dei tassi a breve termine? In questo caso si parla di una curva dei rendimenti invertita, che suggerisce una diminuzione dei tassi ed una economia in rallentamento.

La curva degli interessi permette anche ai meno esperti di farsi un’idea sul possibile andamento dei tassi e dell’economia.

Come interpretare i tassi e creare una view di mercato che ci aiuti a proteggere ed incrementare il nostro portafoglio d’investimenti?

Per poter creare una previsione sui tassi valida bisogna guardare al quadro generale.

Bisogna analizzare grandissime quantità di dati di mercato attraverso modelli ed algoritmi per giungere a previsioni affidabili.

È infatti parte del lavoro del consulente finanziario studiare i report di ricerca dei centri studi delle principali società di gestione per capire come i tassi potrebbero muoversi nell’immediato futuro, ed è su questo lavoro che il consulente suggerisce le eventuali necessarie modifiche di portafoglio.

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Andreea Timus

Andreea Timus

Consulente finanziario

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